Progetto cliniche mobili

Cliniche itineranti nei villaggi rurali

I villaggi nelle campagne distano parecchie ore di auto dagli ospedali di Calcutta e spesso i bambini ricevono cure mediche solo quando le malattie sono ormai a uno stadio troppo avanzato. Per questo, abbiamo introdotto il progetto delle “Cliniche Itineranti” nei villaggi rurali. Si concretizzano in una lunga e intensa giornata ogni mese, durante la quale vengono allestiti degli ambulatori temporanei e un dispensario: gli abitanti dei villaggi possono così accedere a cure mediche di base di estrema importanza quali viste mediche generali, profilassi vaccinali, terapie farmacologiche, somministrazione di vitamine, pasti nutrienti per neonati e future mamme.

Il progetto sostenuto da Skychildren include una componente significativa di “counseling” da parte di qualificati operatori sociali. L’intera comunità viene contattata e coinvolta in successivi incontri individuali e collettivi in cui si cerca di promuovere la conoscenza riguardo alle malattie, di fare prevenzione, di aiutare queste persone ad accedere ai servizi sanitari governativi (è stata costituita una rete con gli ospedali statali, dove vengono inviati i pazienti più gravi o cronici) e, in generale, di favorire un miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e dell’utilizzo di acqua potabile. Un’attività fondamentale è il “controllo” che gli operatori fanno, famiglia per famiglia, successivamente alla giornata della clinica, per verificare che le medicine consegnate non vengano rivendute, dimenticate o assunte in maniera non corretta.

Cliniche nello slum di Chitpur

Chitpur è uno slum non registrato della città di Calcutta, con circa 5000 abitanti, noto come “colonia di Jotynagar”; è situato alle spalle della azienda Cossipur, nella quale si producono armi da fuoco.

La maggior parte della popolazione di questa baraccopoli ha lasciato il Bangladesh nella speranza di trovare un lavoro e un futuro migliore, ma si è ritrovata a vivere in condizioni disumane. Qui le persone abitano, infatti, in 8, anche 10 ammassate in piccole stanzette, in baracche senza fognature e in condizioni igieniche precarie. Le famiglie si guadagnano da vivere con impieghi alla giornata e la maggior parte trova sostentamento dedicandosi al riciclo di bottiglie di vetro, lavoro in cui sono coinvolti anche i bambini.

Quasi il 60% di queste persone è analfabeta e tale lacuna è alla base del mancato rispetto e della violazione dei basilari diritti civili, in primis quelli dei bambini. I piccoli, infatti, sono per i loro genitori innanzitutto una fonte di guadagno: quasi tutti, nello slum, affiancano gli adulti nello sminuzzamento delle bottiglie di vetro, eseguito a mani nude perché i pezzi siano sufficientemente piccoli e della forma giusta per avere più valore sul mercato di sbocco (aziende di fusione del vetro). 

In questo contesto è attivo un centro per l’infanzia governativo ICDS che accoglie bambini di età compresa tra gli 0-6 anni ed ha l’obiettivo di migliorare la nutrizione e la salute di questi bambini e contribuire a un loro adeguato sviluppo psicologico, fisico e sociale. 

Il centro offre assistenza sanitaria, nutrizionale e igienica alle madri, educazione prescolare non formale per bambini dai 3 ai 6 anni, alimentazione supplementare per tutti i bambini, le donne incinte e le madri che allattano, il monitoraggio della crescita e la promozione ai servizi di assistenza primaria, come le vaccinazioni. 

Skychildren dal 15 giugno avvierà una clinica medica settimanale per migliorare ulteriormente le condizioni di salute dei bambini che vivono nello slum di Chitpur e per fornire i servizi medici di base a cui gli abitanti di questa baraccopoli non hanno accesso. 

La clinica settimanale si occuperà in particolare  dei bisogni dei bambini, delle donne incinte e delle mamme che allattano, degli adolescenti e degli anziani. Verrà data importanza al miglioramento delle condizioni generali dei pazienti, cui verranno somministrate cure e farmaci gratuitamente.

Lo staff,  in questi mesi, ha già raccolto dati di riferimento sulla salute dei bambini sotto i 6 anni che frequentano il centro scolastico a Chitpur e sottoporrà al personale medico tutti i casi che necessitano cure.

La clinica medica sarà gestita sotto l'amministrazione dell’ospedale di Hope, per due ore al mattino (dalle 11 alle 13) ogni giovedì. Un medico generico insieme a un'infermiera ostetrica visiterà i pazienti. 

Circa 60 pazienti beneficeranno della clinica ogni settimana (3.120 pazienti in un anno). 

Inoltre, durante l'anno, l’ospedale di Hope organizzerà una giornata di controllo oculistico presso la clinica medica di Chitpur.

L'ambulanza dell’ospedale di Hope sarà utilizzata per trasportare il personale e i farmaci necessari per la gestione della clinica.

L’obiettivo è di fornire cure di qualità, diagnosi e farmaci gratuiti agli abitanti delle baraccopoli di Chitpur, con il necessario rinvio agli ospedali del governo locale per eventuali indagini e trattamenti medici necessari. 

Nel caso in cui il paziente non venga ammesso all'ospedale governativo a causa di mancanza di alloggio, sarà ospitato presso l’ospedale di Hope.

Per ogni paziente che sarà visitato verrà preparata una scheda  in cui saranno indicati i dati medici, le medicine prescritte e lo stato di salute. La scheda verrà aggiornata ad ogni visita.

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